Tuniche, Stole e Mantelli nella Roma Antica | Diario Donna


Tuniche, Stole e Mantelli nella Roma Antica

Torniamo a parlare di Tuniche, Stole e Mantelli nella Roma Antica.

Iniziamo dal capo di abbigliamento più usato dai Romani e dalle Romane : la Tunica, una veste di lino o di lana bianca, originariamente utilizzata come sottoveste, ed in seguito divenuta l’abbigliamento per antonomasia, night and day, notte e giorno (non portavano pigiami nè camicie da notte).

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Fermata sui fianchi da una cintura, la tunica per gli uomini era lunga fino al ginocchio, per le donne arrivava fino alle caviglie. Quando si soggiornava in casa, la comodità imponeva di togliersi la cintura mentre in pubblico (questo per gli uomini) era sconveniente in quanto considerato poco virile.

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Altrettanto effemminato era indossare tuniche a maniche lunghe, ammesse solo per le donne.

In caso di pioggia o di freddo si ricorreva ad una seconda o più tuniche come nel caso del grande Ottaviano Augusto che per la sua predisposizione a raffreddori e bronchiti, in inverno indossava almeno quattro tuniche.

Una tunica particolare femminile era la Stola che si distingueva per un “ornamento” sull’orlo inferiore, un nastro rosso cucito. Rigorosamente riserevata alle “signore bene” dell’aristocrazia, lunga fino alle ginocchia, ampia e drappeggiata, veniva indossata unitamente ad un Mantello in modo da nascondere alla vista le fattezze della “signora”, non sempre aggraziate ed invitanti.

In una società come quella romana che imponeva di evidenziare lo Status-Symbol, era inevitabile che fosse l’abbigliamento a fare emergere le differenze di classe ed il Mantello, capo che si portava sopra agli altri, assolveva anche tale funzione.

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Ed ecco costosi mantelli purpurei che oltre tutto, data la vivacità del colore, assolvevano anche la funzione di avvertimento per i maleintenzionati che bene si sarebbero guardati, viste le assai spiacevoli conseguenze, dall’importunare la matrona.

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A Roma la differenze sociali erano cosa essenziale e primaria !

Ai giorni nostri si cerca di “distinguersi” con le “griffes” che più che indicare inesorabilmente una reale differenza sociale stanno a significare il desiderio di emergere socialmente basandosi quasi esclusivamente sulla disponibilità economica della persona, superflue la tradizione e la cultura (in una parola, la “classe”) della persona.

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Commenti (1)

 

  1. Daniela Petroni scrive:

    Ho letto su Focus di questo mese un articolo davvero interessante che parla di Roma e del suo fascino immortale. Hanno ricostruito la bellezza di un tempo con una tecnica 3D che devo dire è decisamente realistica. Sapevate che il Colosseo a quei tempi poteva ospitare fino a 70 mila posti?

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